compensi sportivi dopo la riforma
La Riforma dello sport e i compensi sportivi: 
  • La principale novità del decreto modificato è che ha stabilito una soglia totale di esenzione fiscale per le spese sportive fino a 5.000 euro annui, simile all’attuale normativa fino a 10.000 euro.
  • Tuttavia, per la quota superiore a 5.000 euro, scatta l’obbligo di versare i contributi previdenziali.
Ma il nuovo decreto introduce anche un’altra importante novità: dal 31 dicembre 2027 l’aliquota contributiva sarà, infatti, ridotta del 50%, con un notevole risparmio per le associazioni e società sportive.

Tuttavia, in termini d’imposta irpef, i compensi fino a EUR 15.000 non sono affatto incluse nel calcolo imponibile. Quindi rispetto all’attuale legge, che fissa a 10mila euro la soglia dell’esenzione fiscale, si tratta di un miglioramento per le casse delle istituzioni sportive.

Un lavoratore sportivo è una persona che “svolge i compiti necessari all’attività sportiva secondo i regolamenti dei vari affiliati, salvo gli incarichi amministrativi“.

Per quanto riguarda le possibili forme contrattuali, l’articolo 13 prevede che l’attività sportiva possa essere:

rapporto di lavoro o Rapporti di lavoro autonomo, anche nella forma di cooperazione coordinata e continuativa o di collaborazione occasionale

Si segnala che è espressamente concessa anche ai dipendenti della Pubblica Amministrazione la possibilità di prestare attività in società e associazioni sportive dilettantistiche, purché fuori dall’orario di lavoro.

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