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I principali vantaggi che gli enti sportivi dilettantistici (ASD) possono usufruire attualmente sono la De-commercializzazione (non commerciali) dei corrispettivi pagati dai soci o tesserati (articolo 148 comma 3 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
La possibilità di applicare l’esercizio all’opzione fiscale agevolata della legge 398/1991 (detrazione del 50% dell’Iva incluse attività di sponsorizzazione e pubblicità). Lo sponsor può dedurre integralmente le sponsorizzazioni fino a 200.000 euro.
Le erogazioni liberali erogati da persone fisiche ad associazioni sportive dilettantistiche sono detraibili nella misura del 19%.
Detrazione delle spese per i ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni di iscrizione ai corsi annuali fino a 210 euro all’anno.
Infine è possibile usufruire della riduzione dell’accisa sul gas metano e richiedere/accedere al 5×1000.
Passiamo ai principali svantaggi di una ASD:
Nelle ASD vige il principio ‘una testa un voto’, a seguito di una assemblea soci c’è il rischio di un ribaltamento della gestione e controllo delle attività affidate al consiglio direttivo.
per le associazioni senza scopo di lucro, il soggetto che agisce a nome e per conto dell’associazione (il presidente o altro socio) è personalmente responsabile, ovvero con il proprio patrimonio, per i debiti dell’associazione stessa.
Per fare le giuste precisazioni, è importante ricordare che il limite massimo di ricavi commerciali annuali per beneficiare dei vantaggi fiscali è attualmente stabilito a 400.000 €.
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