Riforma dello Sport: Asd destinazione d’uso dei locali utilizzati
Una ASD o una SSD può svolgere la propria attività sportiva in un locale con qualsiasi destinazione d’uso, senza chiedere il cambio di destinazione d’uso, purché l’attività svolta non sia di tipo produttivo. Lo prevede l’art. 7-bis del D.Lgs. 36/2021, introdotto dal decreto correttivo del 2023. Questo però non significa che qualsiasi locale vada bene: restano da rispettare le regole su sicurezza, igiene e agibilità, e nella pratica ogni Comune applica la norma a modo suo.
Cosa dice la norma sulla destinazione d’uso dei locali di una ASD
L’art. 7-bis del D.Lgs. 36/2021, intitolato “Locali utilizzati”, stabilisce che le sedi delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche in cui si svolgono le attività statutarie, purché non di tipo produttivo, sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
In pratica, la sede in cui si svolgono le attività statutarie può trovarsi in qualsiasi zona del territorio comunale, indipendentemente dalla destinazione urbanistica, fermi restando i requisiti dei locali e le verifiche del Comune. È la stessa regola già prevista per gli enti del Terzo settore dall’art. 71 del Codice del Terzo settore.
A chi si applica
- ASD e SSD: la norma si riferisce a entrambe (se stai valutando quale forma scegliere, leggi le differenze tra ASD e SSD e i vantaggi della SSD a r.l.).
- Solo per le attività statutarie: corsi, allenamenti, attività sportiva e attività della sede sociale previste dallo statuto.
- Purché non di tipo produttivo: la norma non definisce cosa si intenda per attività «di tipo produttivo». Secondo l’interpretazione prevalente sono escluse le attività svolte con modalità d’impresa nei confronti di soggetti esterni all’associazione, ad esempio servizi offerti al pubblico e non a soci e tesserati.
Per una ASD o SSD appena costituita, conta che lo statuto descriva correttamente le attività che si svolgeranno nel locale: per questo è importante redigerlo bene fin dall’inizio. Trovi le voci di spesa nella guida sui costi per costituire una ASD e il ruolo degli organi nell’articolo su come funzionano le associazioni sportive dilettantistiche.
Come applicano la norma i Comuni
I titoli edilizi, l’agibilità e le verifiche sui locali restano di competenza del Comune, e gli uffici non si comportano tutti allo stesso modo: alcuni chiedono ancora una destinazione d’uso sportiva, altri si limitano a controllare sicurezza e requisiti igienico-sanitari. Prima di firmare un contratto di locazione è quindi prudente verificare con l’ufficio tecnico o con lo sportello unico del Comune come viene applicato l’art. 7-bis.
Cosa non cambia: i requisiti dei locali che restano obbligatori
L’art. 7-bis supera il problema della destinazione d’uso, ma non rende idoneo qualsiasi spazio. Prima di firmare un contratto di locazione o comodato, verifica:
- Agibilità e conformità edilizia dell’immobile: eventuali lavori di adeguamento restano soggetti ai titoli edilizi richiesti dal Comune.
- Sicurezza e antincendio: uscite, capienza, impianti. Gli obblighi dipendono dal tipo di attività e dal numero di persone presenti.
- Requisiti igienico-sanitari: servizi igienici, spogliatoi, aerazione e illuminazione, secondo i regolamenti comunali e regionali.
- Sicurezza sul lavoro: se nel locale operano istruttori o collaboratori, servono la valutazione dei rischi e gli adempimenti collegati (trovi i dettagli nell’articolo su sicurezza sul lavoro, DVR e DUVRI per ASD e SSD). Per gli altri adempimenti ordinari puoi leggere anche come gestire una ASD.
Destinazione d’uso di una palestra ASD: domande frequenti
Serve il cambio di destinazione d’uso per aprire una palestra ASD?
No, se l’attività è quella sportiva prevista dallo statuto e non è di tipo produttivo. Restano però necessari i requisiti di agibilità, sicurezza e igiene del locale. È comunque consigliabile verificare prima con il Comune, perché la prassi degli uffici non è uniforme.
Vale anche per le SSD?
Sì, la norma riguarda sia le associazioni sia le società sportive dilettantistiche.
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