Lavoro sportivo dipendenti pubblici: come funziona

Lavoro sportivo dei dipendenti pubblici: come funziona

Un dipendente pubblico può collaborare con una ASD o una SSD, fuori dall’orario di lavoro e nel rispetto degli obblighi di servizio. Cosa deve fare dipende da quanto riceve: per il volontariato e per il lavoro sportivo con compensi fino a 5.000 euro annui basta una comunicazione preventiva all’ente pubblico da cui dipende (la cosiddetta «amministrazione di appartenenza»); sopra i 5.000 euro serve l’autorizzazione, che si considera concessa se l’amministrazione non risponde entro 30 giorni. Anche l’associazione ha obblighi precisi: se non li rispetta rischia una sanzione pari al doppio dei compensi pagati.

Le norme di riferimento

  • Art. 25, comma 6, del D.Lgs. 36/2021: regola il lavoro sportivo e il volontariato dei dipendenti pubblici.
  • Art. 53 del D.Lgs. 165/2001: disciplina incompatibilità, autorizzazioni e comunicazioni degli incarichi dei dipendenti pubblici.
  • D.L. 71/2024 (decreto Sport, convertito dalla legge 106/2024): dal 1° giugno 2024 ha escluso dall’autorizzazione il lavoro sportivo fino a 5.000 euro annui.
  • Decreto ministeriale 10 novembre 2023: fissa i parametri con cui le amministrazioni valutano le richieste di autorizzazione.

Comunicazione o autorizzazione: cosa serve

  • Volontariato sportivo (nessun compenso, al massimo i rimborsi previsti per i volontari): comunicazione preventiva all’amministrazione di appartenenza. Sui rimborsi leggi l’articolo sulle nuove regole per i rimborsi dei volontari sportivi.
  • Lavoro sportivo con compensi fino a 5.000 euro annui: comunicazione preventiva, senza autorizzazione. La soglia si riferisce a tutti i compensi da lavoro sportivo ricevuti nell’anno, non al singolo contratto.
  • Lavoro sportivo con compensi oltre 5.000 euro annui: autorizzazione preventiva dell’amministrazione, che decide entro 30 giorni dalla richiesta. Se non risponde, l’autorizzazione si intende concessa (silenzio-assenso).

Attenzione: queste semplificazioni valgono solo per il lavoro sportivo. Le collaborazioni amministrativo-gestionali e gli altri incarichi retribuiti seguono le regole ordinarie dell’art. 53 del D.Lgs. 165/2001.

Come decide l’amministrazione di appartenenza

In base al decreto 10 novembre 2023, l’amministrazione autorizza il lavoro sportivo se non ci sono:

  • cause di incompatibilità legate alla qualifica e alle funzioni del dipendente;
  • conflitti di interessi con l’attività svolta per l’amministrazione.

L’attività deve svolgersi fuori dall’orario di lavoro e non deve pregiudicare il servizio. Per i dipendenti a tempo pieno, il lavoro sportivo non deve essere prevalente, cioè non deve impegnare più del 50% dell’orario settimanale previsto dal contratto collettivo. Le condizioni devono restare valide per tutta la durata della collaborazione, altrimenti l’autorizzazione può essere revocata.

Per il personale militare il Ministero della Difesa ha fornito indicazioni e moduli specifici, da verificare prima di iniziare la collaborazione.

Gli obblighi della ASD o SSD

  • Prima di iniziare: verificare che il collaboratore abbia fatto la comunicazione preventiva o ottenuto l’autorizzazione, e conservarne copia.
  • Comunicazione dei compensi: per i rapporti oltre 5.000 euro, soggetti ad autorizzazione, l’associazione comunica all’amministrazione del collaboratore i compensi pagati nell’anno precedente, in un’unica comunicazione entro il 30 gennaio. Se il rapporto termina durante l’anno, la comunicazione va fatta entro 30 giorni dalla fine.
  • Adempimenti ordinari del lavoro sportivo: contratto, comunicazioni al Registro (leggi l’articolo sulle comunicazioni obbligatorie al RAS) e gestione di contributi e certificazioni.

Le sanzioni

Se l’associazione paga un dipendente pubblico senza l’autorizzazione necessaria, o non comunica i compensi quando è obbligatorio, rischia una sanzione amministrativa pari al doppio dei compensi corrisposti. Il dipendente risponde sul piano disciplinare, e i compensi pagati senza autorizzazione vanno versati all’amministrazione di appartenenza a cura di chi li ha erogati o, in mancanza, del dipendente stesso.

Tasse e contributi

Al dipendente pubblico che lavora come collaboratore sportivo si applica lo stesso trattamento degli altri lavoratori sportivi:

  • fisco: i compensi da lavoro sportivo non sono tassati fino a 15.000 euro annui complessivi;
  • contributi: iscrizione alla Gestione separata INPS, con contributi dovuti solo sulla parte di compenso che supera i 5.000 euro annui.

Per il quadro completo leggi l’articolo sui collaboratori sportivi dopo la riforma dello sport.

Dipendenti pubblici e lavoro sportivo: domande frequenti

Un dipendente pubblico può fare l’istruttore in una ASD?

Sì, fuori dall’orario di lavoro. Fino a 5.000 euro annui basta la comunicazione preventiva; oltre serve l’autorizzazione.

Cosa succede se l’amministrazione non risponde alla richiesta di autorizzazione?

Dopo 30 giorni dalla richiesta l’autorizzazione si considera concessa.

Un dipendente pubblico a tempo pieno può lavorare nello sport?

Sì, se l’attività sportiva non impegna più del 50% dell’orario settimanale previsto dal suo contratto e restano rispettate le altre condizioni.

Cosa rischia l’associazione se non verifica l’autorizzazione?

Una sanzione pari al doppio dei compensi pagati al dipendente pubblico.

Entro quando l’associazione deve comunicare i compensi?

Per i rapporti oltre 5.000 euro, entro il 30 gennaio dell’anno successivo, oppure entro 30 giorni dalla fine del rapporto se termina prima.

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