Come aprire una palestra

Come aprire una palestra ASD

Per aprire una palestra come ASD servono quattro passaggi: costituire l’associazione con atto costitutivo e statuto conformi alla riforma dello sport, ottenere il codice fiscale, affiliarsi a una federazione o a un ente di promozione sportiva con iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, e mettere in regola i locali con le autorizzazioni richieste dal Comune. La forma associativa dà accesso alle agevolazioni fiscali, ma solo se la palestra funziona davvero come associazione e non come un’attività commerciale.

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Palestra ASD o palestra commerciale: cosa cambia

Una palestra può essere aperta come ditta individuale o società commerciale, oppure come associazione sportiva dilettantistica.

  • Palestra commerciale: gli utili si possono distribuire, ma tutti gli incassi sono tassati come reddito d’impresa.
  • Palestra ASD: non ha scopo di lucro, gli eventuali avanzi vanno reinvestiti nell’attività sportiva. In cambio, le quote e i corrispettivi pagati da soci e tesserati per le attività istituzionali non sono considerati commerciali (art. 148 del TUIR), e l’associazione può accedere al regime agevolato della legge 398/1991.

Se l’obiettivo è dividere gli utili, la forma corretta non è la ASD: si può valutare una SSD a responsabilità limitata o una società ordinaria. Il confronto completo è nell’articolo sulle differenze tra ASD e SSD.

Requisiti per aprire una palestra ASD: i passaggi

1. Atto costitutivo e statuto

L’atto costitutivo e lo statuto devono contenere le clausole previste dalla riforma dello sport: oggetto sportivo, assenza di scopo di lucro, ordinamento democratico. Lo Studio prepara atto costitutivo, statuto e modelli già compilati: scopri come aprire una ASD con lo Studio. Le voci di spesa sono nell’articolo sui costi per costituire una ASD.

2. Codice fiscale ed eventuale partita IVA

Il codice fiscale si richiede all’Agenzia delle Entrate. La partita IVA serve se la palestra svolge anche attività commerciali, ad esempio sponsorizzazioni, vendita di integratori o abbigliamento, servizi a chi non è socio. In quel caso l’associazione va iscritta anche al REA della Camera di commercio (art. 9 del D.P.R. 581/1995).

3. Affiliazione e iscrizione al Registro nazionale

L’affiliazione a una federazione sportiva nazionale, a una disciplina sportiva associata o a un ente di promozione sportiva è il passaggio che porta all’iscrizione nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, condizione per le agevolazioni fiscali. Con l’affiliazione si tesserano soci, istruttori e consiglio direttivo, con la relativa copertura assicurativa.

4. Locali e autorizzazioni

  • Destinazione d’uso: le sedi delle ASD in cui si svolge l’attività statutaria purché l’attività non sia di tipo produttivo, sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal D.M. 1444/1968, quindi in linea di principio non serve il cambio di destinazione d’uso (approfondimento nell’articolo sulla destinazione d’uso dei locali). Restano obbligatori agibilità e requisiti igienico-sanitari e, poiché ogni Comune applica la norma a modo suo, conviene verificare prima con l’ufficio tecnico o lo sportello unico del Comune.
  • SCIA al Comune: molte leggi regionali richiedono una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) allo sportello SUAP per palestre e sale ginniche, anche quando l’attività è riservata ai soci. Requisiti dei locali e degli istruttori cambiano da regione a regione: vanno verificati con il SUAP del proprio Comune prima di firmare il contratto d’affitto.
  • Prevenzione incendi: le palestre con capienza superiore a 100 persone o superficie lorda al chiuso superiore a 200 mq sono soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 151/2011).
  • Defibrillatore (DAE): l’impianto deve essere dotato di defibrillatore, registrato presso la centrale operativa del 118, con personale formato al suo utilizzo, secondo le linee guida ministeriali per le associazioni e società sportive dilettantistiche.

Istruttori, sicurezza e assicurazione

  • Istruttori: chi insegna dietro compenso è un lavoratore sportivo, di solito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Leggi l’articolo sui collaboratori sportivi.
  • Sicurezza sul lavoro: con istruttori retribuiti nei locali servono valutazione dei rischi e DVR (trovi i dettagli nell’articolo su sicurezza sul lavoro, DVR e DUVRI).
  • Assicurazione: oltre alla copertura del tesseramento, conviene una polizza di responsabilità civile verso terzi per i danni a soci e frequentatori.
  • Musica: per diffondere musica durante corsi e allenamenti vanno pagati i diritti SIAE.

Attenzione ai controlli

Le palestre sono tra le ASD più controllate da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Il rischio è che l’associazione venga considerata un’attività commerciale mascherata, con perdita delle agevolazioni e recupero delle imposte. Per evitarlo:

  • riservare le attività agevolate a soci e tesserati, con domanda di ammissione e libro soci aggiornato;
  • garantire una vera vita associativa: assemblee convocate regolarmente, rendiconto approvato, cariche elettive;
  • tenere separati e fatturare gli incassi commerciali, come quelli da non soci;
  • gestire correttamente compensi e contratti degli istruttori.

Sul rischio personale di chi firma per l’associazione leggi anche l’articolo sui rischi dei soci e del presidente.

Aprire una palestra ASD: domande frequenti

Serve la SCIA per una palestra ASD riservata ai soci?

Dipende dalla legge regionale: in molte regioni sì, anche se l’attività è rivolta solo ai soci. Va verificato con il SUAP del Comune.

Una palestra ASD può guadagnare?

Può avere entrate superiori alle spese, ma gli avanzi non si possono distribuire: vanno reinvestiti nell’attività sportiva.

Serve il cambio di destinazione d’uso dei locali?

No, per l’attività statutaria della ASD. Restano però necessari agibilità, requisiti igienico-sanitari e, oltre certe dimensioni, la prevenzione incendi. È comunque consigliabile verificare prima con il Comune, perché la prassi degli uffici non è uniforme.

La palestra ASD deve avere la partita IVA?

Solo se svolge anche attività commerciali, come sponsorizzazioni, vendita di prodotti o servizi a chi non è socio.

Apri la tua palestra ASD con lo Studio

Lo Studio prepara atto costitutivo e statuto conformi alla riforma dello sport e tutti i modelli già compilati per l’Agenzia delle Entrate, interamente a distanza, e segue poi la gestione fiscale della palestra. Scopri il servizio di costituzione di ASD e SSD online oppure richiedi la prima consulenza gratuita.

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